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Dedicato a Laura anche se è andata via

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Eccomi

Blogger: MrHeartbeat
Nome: Vincenzo
Sai perchè certe notti non sogni? E c'è solo il buio? E un silenzio assoluto? Ecco, il motivo è questo: in quelle notti sei nel sogno di qualcuno. E' questa la ragione per cui non puoi essere nel tuo: sei già impegnato nel sogno di un'altra persona. (da Stories from the nerve bible - Laurie Anderson)

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Quando un uomo

ama una donna

puoi sentire il suo cuore

a tre miglia di distanza

sono le carezze

che gli hai lasciato

giovedì pomeriggio

mentre i miei pensieri

erano tutti per te

Contatore

visitato *loading* volte

giovedì, 22 maggio 2008

L'autorizzazione a costruire è imminente e noi ci stiamo preparando giuridicamente e collettivamente a difendere l'acquasola che come tutti i parchi cittadini è un bene collettivo che l'amministrazione ha deciso di sacrificare alla speculazione timorosa di possibili denunce ( da che
pulpito )da parte degli imprenditori. Vi preghiamo di stamparne copie e di affiggerle ovunque possibile.
Comitato Acquasola PARCO NON PARCHEGGIO

ACQUASOLA DA PARCO STORICO A……………………PARCHEGGIO!!!
Già dal 1987 il Consiglio Comunale (con delibera n°1378 del 23/07/08) decise la realizzazione di alcuni parcheggi nel sottosuolo tra cui, immediatamente realizzabile, quello sotto il parco Acquasola, deliberando in Consiglio comunale in data 12/03/1990 di affidare alla Genova Parcheggi SRL, la costruzione e le gestione pluriennale di un sistema di autoparcheggi a corona del centro cittadino e cioè Piazza della Vittoria (lato sud e lato nord), piazzale Kennedy, Largo Santa Maria dei Servi, spianata Acquasola, piazza PALERMO , PIAZZA Paolo da Novi). Nel disciplinare allegato alla convenzione era prevista la possibilità di rinegoziare l’accordo. Il 17/05/1990 il Comune di Genova e la Genova parcheggi SRL stipularono la convenzione regolatrice del rapporto. -

Postato da: MrHeartbeat a 20:31 | link | commenti |

Giovedì 22 maggio 2008 in occasione del trentennale dell'approvazione della Legge 194, la Cellula Coscioni di Genova e l'Associazione Radicale Libertà è Partecipazione, organizzano un tavolo
informativo e di raccolta firme per l'appello "Sì alla pillola, no all'aborto per l'abolizione dell'obbligo della ricetta per la pillola del giorno dopo.
Genova via XX Settembre angolo Feltrinelli DALLE 16:00 ALLE 19:00
Patrizia De Fusco - Coordinatore Cellula Coscioni di Genova - cel 3394807211
Gabriele Giardina - Segretario dell' Ass. Radicale Libertà è Partecipazione - cel 3407843450

Postato da: MrHeartbeat a 20:29 | link | commenti |

lunedì, 19 maggio 2008

Dal Secolo xix: «Caro Pontefice, per colpa sua la città resterà paralizzata»
la polemica
Destinate al Papa lettere aperte scritte dal consigliere comunale Verde Dallorto e dai radicali genovesi
17/05/2008
UNA LETTERA aperta che Benedetto XVI non leggerà mai. Luca Dallorto, capogruppo dei Verdi a palazzo Tursi, l'ha scritta ugualmente per spiegare al Papa «alcuni aspetti che accompagnano la sua visita a Genova, ma che potrebbe essere riferibile a qualsiasi altra città italiana».
I costi, ad esempio, che il consigliere dei Verdi stima in oltre un miglione di euro e che a Genova accomunano le proteste provenienti dai più disparati ambienti laici e politici. «Lottiamo tutti i giorni per migliorare le condizioni di vita delle fasce deboli, l'istruzione e l'assistenza ma ci viene sempre detto che le finanze sono limitate» ricorda Dallorto.
La questione ambientale subito dopo: «Per motivi di sicurezza sono stati abbattuti i lecci secolari in piazza della Vittoria, ma ricordo che il ministero dell'Ambiente con la finanziaria 2008 ha stanziato 150 milioni di euro per piantare alberi nelle città italiane e il Comune di Genova ha presentato tre progetti a valere su questi fondi». Aggiunge Dallorto: «Mi chiedo quanto sia corretto subordinare scelte sociali e ambientali a spettro temporale medio lungo ad un solo evento che, forse, poteva essere organizzato con maggiore sobrietà».
Sulla linea dei costi anche i radicali genovesi che, nel loro benvenuto al Papa, «accolto laicamente», indicano anche le fratture che li dividono dalla Santa Sede: legge 194, aborto, pillola del giorno dopo, le troppe obiezioni di coscienza nell'ospedale della Curia, il Galliera, ma anche il silenzio di Benedetto XVI quando l'Onu ha parlato della moratoria delle esecuzioni capitali.
A Dallorto replica Beppe Costa (Forza Italia): «Sta dando un'immagine distorta e inospitale della comunità genovese. Finalmente si riascolta la voce di Dallorto al quale il sindaco aveva attribuito il costoso ruolo di raccordo con il governo Prodi. Ora, caduto Prodi ed i referenti politici nazionali del consigliere, a tempo scaduto, Dallorto "brilla" per una polemica contro il Vaticano, ma - di fatto - contro il Comune di Genova. Vuole solo ottenere una nuova ribalta politica».
Al. Cost.
17/05/2008

Articolo segnalato da Walter Noli

Stefano Petrella e Gian Piero Buscaglia (Gruppo Radicale Adele Faccio Imperia)

con Arcilesbica al Pride Laico

Postato da: MrHeartbeat a 21:28 | link | commenti (1) |

sabato, 17 maggio 2008

Enzo Jannacci La Mia Gente (1970)  Gli Zingari

(parlato)Fu quando gli zingari arrivarono al mare che la gente li vide, che la gente li vide come si presentano loro, loro, loro gli zingari, come un gruppo cencioso, così disuguale e negli occhi, negli occhi impossibile, impossibile poterli guardare.
(cantato)E allora gli zingari guardarono il mare
e restettero muti perché subito intesero
che lì non c'era niente, niente da dover capire,
niente da stare a parlare, niente da stare a parlare
c'era solo da stare, fermarsi e ascoltare.
(parlato) Sì perché il vecchio, proprio lui, il mare, parlò a quella gente ridotta, sfinita, parlò ma non disse di stragi, di morti, di incendi, di guerra, d'amore, di bene e di male, non disse lui li ringraziò solo tutti di quel loro muto guardare.
(cantato)E allora lui il vecchio, sì proprio lui, il mare
parlò a quella gente bizzarra, svilita
e diede al suo corpo un colore anormale
di un rosso tremendo,
qualcuno a star male, qualcuno a tar male
questo (parlato) fu quando gli zingari arrivarono al mare

Postato da: MrHeartbeat a 03:15 | link | commenti (2) |

venerdì, 16 maggio 2008

Pistorius può fare le Olimpiadi

LOSANNA, 16 maggio - Oscar Pistorius ce l'ha fatta. La sua battaglia per poter partecipare alle Olimpiadi è finita con il parare positivo odierno del Tas: può gareggiare con i normodotati ai Giochi di Pechino, se otterrà il minimo. La richiesta del 21enne sudafricano, campione paralimpico del 2004 ad Atene, era stata bocciata a gennaio dalla Iaaf, la federazione internazionale di atletica. Uno studio compiuto da esperti dell'università di Colonia aveva accertato che la protesi in fibra di carbonio, con cui Pistorius corre, «gli offrono chiari vantaggi meccanici e di conseguenza non può partecipare alle gare che si svolgono sotto l'egida della Iaaf». Pistorius è detentore del record del mondo sui 100, 200 e 400 m piani. Corre grazie a particolari protesi in fibra di carbonio. L'atleta sudafricano è nato a Pretoria con una grave malformazione (non aveva i talloni), per questo motivo all'età di undici mesi gli hanno amputato entrambe le gambe. Negli anni del liceo ha praticato il rugby e la pallanuoto, poi un infortunio lo portò all'atletica leggera, dapprima per motivi di riabilitazione, poi per scelta.
SENTENZA CHE ZITTISCE TUTTI - «Spero che questa sentenza zittisca le folli teorie sul fatto che gareggio con un vantaggio sleale». Questa la prima reazione di Oscar Pistorius alla sentenza del Tas che lo riammette alle gare di atletica leggera organizzate dalla Iaaf. «In tutti questi mesi ho cercato di assicurare a tutti i disabili una possibilità di competere con i normodotati - ha spiegato il sudafricano - ora posso concentrarmi sul tentativo di qualificarmi alle Olimpiadi».
IL LEGALE - Il Tas, secondo quanto ha riferito il legale, Marco Consonni, ha annullato la decisione della Iaaf di estromettere Pistorius dalle competizioni per normodotati, riammettendolo con effetto immediato. «La speranza - ha detto Consonni - è di riuscire a guadagnarsi in pista il tempo per correre ai Giochi di Pechino».
UNA VITA PER L'ATLETICA - Alle Paralimpiadi di Atene, all'età di 17 anni, Pistorius vinse il bronzo sui 100 metri e l'oro sui 200, battendo anche atleti amputati singoli più quotati di lui, come gli statunitensi Marlon Shirley e Brian Frasure. Fin dal 2005 ha espresso il desiderio di poter correre coi normodotati alle Olimpiadi di Pechino 2008. La Iaaf il 13 gennaio scorso ha respinto questa richiesta, sostenendo che «un atleta che utilizzi queste protesi ha un vantaggio meccanico dimostrabile (più del 30%) se confrontato con qualcuno che non usi le protesi». A giugno dello scorso anno gli organizzatori del Golden Gala di Roma lo ammisero a competere al Golden Gala tra i normodotati nel gruppo B dei 400 metri e il sudafricano si è piazzato al secondo posto. Pistorius detiene il record del mondo per amputati su tutte e tre le distanze su cui corre: 10.91 sui 100, 21.58 sui 200 e 46.56 sui 400.
LA SENTENZA - Questi i principali passaggi della sentenza del Tas su Pistorius: «La decisione del Consiglio della Iaaf del 14 gennaio 2008 è revocata con effetto immediato e Oscar Pistorius è eleggibile per gli eventi della Iaaf. Può usare le protesi Ossur Cheetah Flex-Foot, le stesse usate nei test richiesti dalla Iaaf ed esibite nell'udienza presso il Tas. La commissione del Tas ha stabilito che la Iaaf non è riuscita a provare l'infrazione da parte di Pistorius della regola 114.2 (e). Sulla base degli elementi portati da esperti di entrambe le parti, la commissione non si è convinta che ci fossero sufficienti prove di qualsiasi vantaggio metabolico di una persona con due amputazioni che usa le Cheetah Flex-Foot. Inoltre, la commissione del Tas ha considerato che la Iaaf non è riuscita a provare che gli effetti biomeccanici derivanti dall'uso di particolari protesi diano a Pistorius un vantaggio sugli atleti che non le usano. La commissione del Tas ha sottolineato che l'applicazione della sua decisione riguarda solo Oscar Pistorius e solo l'uso di quel tipo di protesi. La commissione non esclude la possibilità che in futuro, con le nuove conoscenze scientifiche, la Iaaf possa riuscire a dimostrare che le protesi Cheetah Flex-Foot diano un vantaggio a Pistorius sugli altri atleti».
OBIETTIVO: MINIMO SUI 400 - Grazie alla sentenza del Tribunale arbitrale dello sport, Oscar Pistorius può tornare a sperare di qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. La gara su cui punta è quella dei 400 metri, in cui ha un personale di 46"46. Nel 2007 ha corso la distanza in 46"56, ma per assicurarsi il viaggio in Cina deve ottenere entro il 23 luglio il tempo di 45"95, vale a dire il minimo B fissato dalla Iaaf. Questo perchè nessun atleta sudafricano è in possesso del minimo A (45"55) e, al momento, neppure del B (fra 2007 e 2008 il migliore è Ofentse Mogawane con un crono di 46"06). Rimane aperta anche l'ipotesi staffetta 4x400. Se il Sudafrica riuscisse a essere tra le sedici nazioni invitate in base ai due migliori risultati del 2007 e del 2008, Pistorius potrebbe essere incluso tra i convocati, visto che in quel caso la scelta degli atleti da portare ai Giochi è a discrezione di ciascun paese.
http://www.corrieredellosport.it

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giovedì, 15 maggio 2008

California. le nozze gay sono legali
15/05/2008 - 23:27
È il secondo Stato americano dopo il Massachusetts
California: le nozze gay diventano legali
La Corte suprema dello Stato ha abolito la legge approvata dagli elettori che vietava le nozze omosessuali
SAN FRANCISCO - I matrimoni gay diventano legali in California. La Corte suprema dello Stato ha infatti abolito la legge approvata dagli elettori che vietava le nozze omosessuali. Il bando era stato votato a maggioranza in un referendum. Con questa sentenza la California diviene il secondo Stato dopo il Massachusettsa rendere legali i matrimoni omosex. La decisione è stata presa dalla Corte suprema a strettissima maggioranza: quattro sono stati i giudici che hanno votato a favore e tre contro.
AZIONE LEGALE - Nella sentenza si afferma che le unioni civili non sono un sostituto accettabile per il matrimonio. «Date le circostanze, non possiamo affermare che il mantenimento della tradizionale definizione di matrimonio sia convincentemente nell'interesse dello Stato», ha detto la corte. «Di conseguenza, dal momento che l'attuale legge dello Stato della California prevede il matrimonio solo per le coppie di sesso opposto, concludiamo che questi statuti sono anti-costituzionali». L'azione legale era stata iniziata dal Comune di San Francisco, una ventina di coppie gay e lesbiche, Equality California e altri gruppi gay nel marzo 2004 dopo il blocco dei matrimoni. Il Comune di San Francisco nel 2004 concesse circa 4 mila licenze di matrimonio a coppie dello stesso sesso prima di venire fermato per legge.
15 maggio 2008

http://www.corriere.it

Postato da: MrHeartbeat a 23:31 | link | commenti |

sabato 24 maggio h. 21.00
le storie del mare
di e con
Franco Picetti e Stefania Caudullo
per bambini di tutte le età
Museo Navale di Pegli (Villa Doria, Pegli)
P.zza Bonavino, 7
Lo spettacolo fa parte della rassegna “La notte dei Musei”

Postato da: MrHeartbeat a 01:48 | link | commenti (2) |



GRANDE PRO RECCO:
E' CAMPIONE D'EUROPA!
Epica impresa sotto il diluvio di Barcellona
Decide Madaras a 5 secondi dalla fine un incontro tiratissimo

PRO RECCO - JUG C. O. DUBROVNIK 13-12 d.t.s.
Pro Recco: Tempesti, Giacoppo, Madaras 3, Mangiante, Kasas 3, Vujasinovic 1, Felugo, Angelini, Benedek, Calcaterra 3, Udovicic 2, Deserti 1, Fiorentini. All. Pino Porzio.
Jug Dubrovnik: Vićan, Hrošik 2, Bošković 2 (1 rig.), Pecotić 1, Joković 2, Smodlaka 2, Marković, Bušlje 1, Ivan Sukno 1, Dobud, Drobac, Obradović, Sandro Sukno 1 (rig.). All. Emil Nikolić.
Arbitri: Stavridis (Gre) e Borrell Sanchez (Spa).
Delegato LEN: Vater (Ger).
Parziali: 3-3, 1-0, 4-3, 3-5; t.s. 0-1, 2-0.
Superiorità numeriche: Recco 7/15, Jug 8/16.
Note: usciti per limite di falli Marcovic (J) e Boskovic (J) nel terzo tempo, Vujasinovic (R) nel quarto e Fiorentini (R) nel primo supplementare.

Ecco il quinto successo della Pro Recco in Europa al termine di una gara tiratissima e decisa a cinque secondi dalla fine da Madaras. Una partita che ad un paio di minuti dal termine sembrava vinta e che lo Jug invece ha riaperto portando la Pro Recco ai supplementari.
La Pro Recco indossa la calottina bianca e quindi ufficialmente gioca in casa. La pioggia che flagella Barcellona da due giorni non da tregua, aumenta di intensità e si gioca in condizioni quasi impossibili, anche se quelli che patiscono meno sono proprio i giocatori in acqua.
Nei primi quattro minuti di gioco Tempesti sventa due occasioni dello Jug e alla prima superiorità Arnaldo Deserti segna il primo gol della finale. Passano pochi secondi e Buslje pareggia con l'uomo in più ma sul capovolgimento di fronte ci pensa Kasas a trafiggere Vican per il 2-1. E` di Jokovic il pareggio con Giacoppo nel pozzetto a cui segue un pallonetto di Smodlaka che regala il primo vantaggio ai croati. A cinque secondi dal primo riposo però Kasas insacca concretizzando la terza superiorità consecutiva a favore della Pro Recco.
Il secondo tempo è giocato con grandi intensità e agonismo ma le due difese fanno buona guardia e non si segna fino al minuto 6'51", quando Calcaterra realizza con una deviazione al limite dei due metri. Si va a metà gara sul 4-3 per i biancocelesti.
Il terzo quarto inizia bene per la Pro Recco grazie ad un gran gol di Udovicic, pronto a riconquistare una palla respinta dalla difesa dello Jug e a realizzare con un tiro micidiale. Boskovic accorcia su rigore e Calcaterra riporta a +2 i suoi riprendendo una corta respinta di Vican. Passano pochi secondi e Markovic colleziona il terzo fallo personale: per lui la finale è già finita. Madaras non spreca la superiorità, imitato poco dopo da Boskovic. Lo stesso giocatore croato però finisce anzitempo la sua partita per raggiunto limite di falli e con due uomini in meno si complica di molto il compito dello Jug. Udovicic è ancora letale e non perdona siglando di prepotenza il secondo gol personale, Pecotic tiene in gioco lo Jug con il gol dell'8-6 con cui si conclude il parziale. Smodlaka sfrutta la prima superiorità del tempo ma lo Jug perde anche Buslje per il terzo fallo grave. Kasas concretizza ancora sulla situazione di superioritàma Rosik accorcia. A questo punto la Pro Recco prende il largo con Vujasinovic e Madaras. Sembra fatta ma in due minuti lo Jug perviene al pareggio grazie a Ivan Sukno, Jokovic e Rosik.
Si va ai supplementari. Segna Sandro Sukno a dodici secondi dal termine del primo tempo. La Pro Recco vede sfumare la vittoria ma Calcaterra rimette in gioco tutto con un gol a 45" dai rigori. Quando mancano solo ventidue secondi Porzio chiama il time-out sull'espulsione di Buslje. La palla gira per 17 interminabili secondi e perviene a Madaras che tira subito e segna il gol che vale vittoria ed Eurolega.
E` l'apoteosi, la Pro Recco vince la seconda coppa consecutiva al termine di una partita epica, che entrerà nella storia della pallanuoto. Onore allo Jug che ha combattuto stoicamente fino in fondo e ha reso la vitoria della Pro Recco ancor più prestigiosa. Adesso e' tempo di festa e la notte di Barcellona si concluderà solo all'alba. Da lunedi si ricomincia a pensare al campionato e alla gara 2 di semifinale contro il Savona, in programma mercoledi prossimo a Luceto.
Le interviste del dopo gara::
Il presidente Gabriele Volpi al termine della vittoriosa partita contro lo Jug è raggiante e non fa nulla per nasconderlo.
"Continuiamo a vincere e continuiamo il nostro programma. Sono felice per la nostra vittoria, conquistata in condizioni ambientali proibitive e dopo aver sofferto tantissimo nei supplementari. Potevamo vincere prima, ma cosi è ancora più bello".
Il mister recchelino Pino Porzio dopo il tradizionale tuffo in acqua racconta le emozioni di una partita incredibile.
"Solo chi non conosce a fondo la pallanuoto non capisce che in questo sport, nel giro di pochi minuti, può succedere di tutto e il contrario di tutto. Avevamo la partita in pugno, lo Jug nonostante i tre giocatori fuori ha saputo moltiplicare gli sforzi e ci ha portato ai supplementari, andando addirittura in vantaggio e mettendoci in grande difficoltà. Nel momento peggiore però siamo riusciti a ribaltare una situazione che sembrava compromessa e siamo riusciti a vincere. Credo con merito. Questa vittoria mi ha regalato emozioni simili a quelle provate qui nel 1992, Barcellona per me è una città magica".
Il match-winner è Norbert Madaras, dal suo magico braccio sinistro è partito il gol che vale l'Eurolega.
"Quando mi è arrivato quel pallone non ho avuto tempo di pensare, ho tirato subito e ho segnato provando una gioia incredibile. Il merito è di tutti, abbiamo vinto perchè siamo un grandissimo gruppo e dedico la vittoria a tutta la società".
dal sito ufficiale della PRO RECCO:
www.prorecco.it

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lunedì, 12 maggio 2008

31 anni dall'assassinio

di Giorgiana Masi:

NESSUN COLPEVOLE

A Giogiana

... se la rivoluzione d’ottobre
fosse stata di maggio,
se tu vivessi ancora,
se io non fossi impotente
di fronte al tuo assassinio,
se la mia penna fosse un’arma vincente,
se la mia paura esplodesse nelle piazze ,
coraggio nato dalla rabbia strozzata in gola,
se l’averti conosciuta diventasse la nostra forza,
se i fiori che abbiamo regalato alla tua coraggiosa vita
nella nostra morte diventassero ghirlande
della lotta di noi tutte, donne,
se .....
non sarebbero le parole a cercare d’affermare la vita
ma la vita stessa, senza aggiungere altro

Postato da: MrHeartbeat a 18:49 | link | commenti (2) |

venerdì, 09 maggio 2008

da IL SECOLO XIX  del 9-5-08 pag.22

Ditelo a Maggiani

Articolo segnalato da Stefano Petrella

Postato da: MrHeartbeat a 21:30 | link | commenti (1) |

I ragazzi che si amano - Jacques Prévert

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno
Ed è la loro ombra soltanto
Che trema nella notte
Stimolando la rabbia dei passanti
La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
Essi sono altrove molto più lontano della notte
Molto più in alto del giorno
Nell'abbagliante splendore del loro primo amore

Postato da: MrHeartbeat a 02:13 | link | commenti |

giovedì, 08 maggio 2008

Paul Celan - Fuga di morte

Nero latte dell'alba lo beviamo la sera
lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte
beviamo e beviamo
scaviamo una tomba nell'aria là non si giace stretti
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all'imbrunire in Germania i tuoi capelli d'oro Margarete
lo scrive ed esce dinanzi a casa e brillano le stelle e fischia ai suoi mastini
fischia ai suoi ebrei fa scavare una tomba nella terra
ci comanda ora suonate alla danza.
Nero latte dell'alba ti beviamo la notte
ti beviamo al mattino e a mezzogiorno ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
Nella casa abita un uomo che gioca con i serpenti che scrive
che scrive all'imbrunire in Germania i tuoi capelli d'oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith scaviamo una tomba nell'aria là non si giace stretti
Lui grida vangate più a fondo il terreno voi e voi cantate e suonate
impugna il ferro alla cintura e lo brandisce i suoi occhi sono azzurri
spingete più a fondo le vanghe voi e voi continuate a suonare alla danza
Nero latte dell'alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno e al mattino ti beviamo la sera
beviamo e beviamo
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d'oro Margarete
i tuoi capelli di cenere Sulamith lui gioca con i serpenti
Lui grida suonate più dolce la morte la morte è un maestro tedesco
lui grida suonate più cupo i violini e salirete come fumo nell'aria
e avrete una tomba nelle nubi là non si giace stretti
Nero latte dell'alba ti beviamo la notte
ti beviamo a mezzogiorno la morte è un maestro tedesco
ti beviamo la sera e la mattina beviamo e beviamo
la morte è un maestro tedesco il suo occhio è azzurro
ti colpisce con palla di piombo ti colpisce preciso
nella casa abita un uomo i tuoi capelli d'oro Margarete
aizza i suoi mastini contro di noi ci regala una tomba nell'aria
gioca con i serpenti e sogna la morte è un maestro tedesco
I tuoi capelli d'oro Margarete
I tuoi capelli di cenere Sulamith.

da http://www.storicamente.org/bonavita_shoa.htm

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Vita di Paul Celan
Il futuro scrittore, sin dalla sua infanzia, trascorsa quasi interamente a Czernowitz e caratterizzata dall'educazione rigida e repressiva del padre, apprende la conoscenza della lingua e della letteratura tedesca in particolare grazie alla madre. Nel 1938, ottenuta la maturità, decide di iscriversi alla facoltà di Medicina a Tours, in Francia; il treno sul quale viaggia sosta a Berlino proprio durante la Notte dei cristalli. Poco più tardi, nel 1942, in seguito all'occupazione tedesca della Bucovina, Celan sperimenta direttamente, a causa delle sue origini ebraiche, le deportazioni che in quel periodo condussero gli ebrei di tutta Europa all'Olocausto. Il giovane Antschel (Celan, il suo nome d'arte è l'anagramma del suo vero cognome) riesce a sfuggire alla deportazione vera e propria e viene spedito in diversi campi di lavoro in Romania, ma perde definitivamente i suoi genitori, catturati dai nazisti: il padre muore di tifo e la madre viene fucilata nel campo di concentramento di Michailovka, in Ucraina. Nel 1944, con la liberazione da parte delle truppe sovietiche, Celan torna a Czernowitz per completare gli studi nella facoltà di anglistica; nel 1945 parte per Bucarest, dove trova lavoro come traduttore e conosce alcuni importanti poeti romeni, fra cui Petre Solomon; è di questo periodo la nascita dello pseudonimo Paul Celan e la pubblicazione della prima versione di Todesfuge. È però costretto a fuggire nuovamente, attraverso l'Europa, a causa delle persecuzioni del regime comunista, e trova ospitalità in Francia, a Parigi. Qui si sposa nel 1951 con la pittrice Gisele de Lestrange e pubblica, nell'anno successivo, il suo scritto più famoso, Mohn und Gedächtnis, contenente la sua celeberrima poesia "Todesfuge", cioè "fuga (musicale) della morte".
Nel 1953, ormai inseritosi nel tessuto culturale francese, subisce gravissime e ingiuste accuse di plagio da parte della vedova del poeta Yvan Goll; Celan riuscirà a scagionarsi, ma queste accuse mineranno profondamente le sue condizioni psichiche, già provate dagli avvenimenti dell'infanzia e del periodo bellico. Sempre più frequenti divengono in quegli anni i contatti con gli ambienti culturali tedeschi, con il Gruppo 47(anche in seguito a una breve relazione, risalente al 1948, con la poetessa Ingeborg Bachmann ) e altri poeti e scrittori. Occasione di questi incontri sono diverse letture pubbliche di poesie, e in particolare alcuni premi, fra cui quello della città di Brema, nel 1958, in occasione della cui consegna Celan descrive la sua poesia come "un messaggio in bottiglia".
Nel 1960, in occasione della consegna del premio Büchner, pronuncia un importante discorso sul valore della poesia, dal titolo "Der Meridian". Nel 1967, in seguito a un progressivo peggioramento delle sue condizioni psichiche, si separa dalla moglie, dalla quale aveva avuto due figli, Eric e Francois (quest'ultimo morto dopo pochi giorni di vita). Sempre nel 1967, dopo aver tenuto pubblica lettura delle sue poesie a Friburgo, si incontra nella baita di Todtnauberg con il pensatore tedesco Heidegger, cui chiederà, senza successo, un ripensamento sulla sua silenziosa complicità col nazismo. Nella notte tra il 19 e il 20 Aprile del 1970 si toglie la vita gettandosi nella Senna dal Ponte Mirabeau.

http://it.wikipedia.org/wiki/Paul_Celan

Postato da: MrHeartbeat a 03:38 | link | commenti (2) |

mercoledì, 07 maggio 2008

Gli eletti radicali in Italia ed Europa si appellano al Segretario Generale delle Nazioni Unite e alle autorità vietnamite per il rispetto della libertà religiosa
Roma/Bruxelles, 6 maggio 2008
• Dichiarazione degli eletti radicali al Parlamento italiano ed europeo:
Dal 13 al 17 maggio, in Vietnam , per la prima volta, sarà celebrata la Giornata delle Nazioni Unite del Vesak - la nascita del Buddha, Illuminismo e Scomparsa - , la più importante celebrazione nel calendario buddista, riconosciuta dalla Nazioni Unite come festival religioso internazionale.
Siamo molto preoccupati che questa manifestazione si svolge in un contesto di repressione, non solo contro i buddisti, ma contro tutte le confessioni religiose in Vietnam. La Polizia di Sicurezza sta rafforzando la repressione nei confronti dei seguaci della UBCV( la Chiesa Unificata Buddista, messa al bando dal Governo vietnamita) in tutto il paese, rafforzamento volto al controllo delle pagode della UBCV prima che le celebrazioni del Vesak si svolgano. Migliaia di monaci buddisti, suore e laici seguaci della Chiesa Unificata Buddista del Vietnam , sono ancora detenuti o sottoposti ad arresti domiciliari, i detenuti nelle loro pagode, sottoposti a molestie, minacce e repressione.
Riteniamo che il Vietnam stia sfruttando la Giornata del Vesak delle Nazioni Unite per i propri fini politici: migliorare la sua immagine internazionale, legittimare il controllo da parte dello Stato del buddismo e reprimere la tradizionale UBCV, erede di una tradizione di 2000 anni di tolleranza e compassione, una voce essenziale della società civile vietnamita.
La Commissione USA sulla Libertà Religiosa Internazionale ha appena pubblicato una relazione importante in seguito ad una visita in Vietnam tra l’ottobre ed il novembre 2007 che fornisce numerosi dettagli sulle persecuzione, e raccomanda di designare il Vietnam come un "Paese di particolare preoccupazione" (CPC).
Ricordiamo, inoltre, che il Vietnam è stato precedentemente sulla lista CPC nel 2004 e nel 2005, ma rimosso dal Dipartimento di Stato nel 2006, per motivi politici piuttosto che per progressi sulla libertà religiosa.
In occasione del Vesak, chiediamo la cessazione della repressione della UBCV ed il rilascio immediato del Supremo Patriarca della Thich Huyen Quang (88 anni) e del Molto Venerabile Thich Quang Do (80 anni, numero due della UBCV e candidato al Premio Nobel Per la Pace), ancora detenuti nei loro monasteri, in Dinh Binh e Ho Chi Minh, dopo aver speso, entrambi, più di 26 anni in esilio interno e detenzione per il loro nonviolento perseguimento della giustizia, della libertà religiosa e pace. Chiediamo il ripristino dello status legittimo della UBCV e la abolizione di tutte le restrizioni nei confronti dei seguaci della UBCV così come la restituzione di tutte le proprietà ed istituzioni confiscate dalla Stato dal 1975.
Marco Pannella, Deputato europeo
Emma Bonino, Vice Presidente del Senato della Repubblica Italiana
Marco Cappato , Deputato europeo e Relatore sul Rapporto dei Diritti Umani
Maurizio Turco, Deputato della Repubblica Italiana e Vice presidente vicario del Senato del Partito Radicale Nonviolento
Marco Perduca, Senatore della Repubblica Italiana e Vice Presidente del Partito Radicale Nonviolento
Matteo Mecacci, Deputato della Repubblica Italiana e Vice Presidente del Partito Radicale Nonviolento
Marco Beltrandi, Deputato della Repubblica Italiana
Donatella Poretti, Senatore della Repubblica Italiana
Rita Bernardini, Deputato della Repubblica Italiana e Segretario di Radicali Italiani
Elisabetta Zamparutti, Deputato della Repubblica Italiana e Tesoriere di Radicali Italiani
Maria Antonietta Farina Coscioni, Deputato della Repubblica Italiana
www.radicali.it

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venerdì, 02 maggio 2008

Malincunia
Ogni tönt l’è bél rigurdaa al témp pasà, al témp che ormai l’è nàcc via.
Di vòlti però, ti vè giü at muràl, at vögn döss önca na grön malincunia.
Malincunia par cüi vintàgn ch’in piü dumà un sögn, un rigòrd, ch’in pasè.
Malincunia par cüi vintàgn insì da luntön e che dèss purtröp in triplichè.
Malincunia par i béi mumént pasè, cönd tè truvà na matàsciöta, na mània,
o da cönd ti ghè mia bijü al curàcc da faat vanti e n’àut t’là züfaa, t’là purta via.
Malincunia par cüi batacoor, par cüi giroogn da testa, par cùli mögn südai,
par i puntèi, par un cùai ciò, i’àmisi bütai suta, i scüsi invantai.
Malincunia par i giöog, i schèrz, par tüti i scimai, i balusai fàci cùm i töi amiis,
par tücc cüi béi mumént, pasè in cumpagnia, sönza fastidi, pasè a divartiis.
Malincunia par tüti cùli ròbi che ti avrési vurü faa e che invéci tè mia fàcc.
Malincunia e ràbia, parchè dèss l’è tard, l’è tröpp tard e al témp l’è nàcc.
Malincunia e nustalgia par cùli paroli che ti avrési vurü dii e invéci tè mai dìcc;
dèss ti pénsi la ciùla che ti sè stàcc, cuus tè pèrs a staa citu, pòvar burich.
Malincunia e tristoza par cùl che ti avrési pudü daa, e che invéci tè mai dàcc,
na mön, na caröza, un bàsin, na bóna paròla, n’àiüt, ma tè mai truvà al curàcc.
Malincunia, tristöza, nustàlgia par un témp nàcc, un témp c’al vögn indré piü.
Cùl c’lè stàcc l’è stàcc, magona piü. Viv bögn cùl ca’t rèsta e pénsaag piü.

Malinconia
Ogni tanto è bello ricordare il tempo passato,
il tempo che oramai è andato via.
A volte però vai giù di morale, ti viene addosso una grande malinconia.
Malinconia per quei venti anni che sono solamente un sogno, un ricordo, che sono passati.
Malinconia per quei venti anni così lontani e che adesso sono triplicati.
Malinconia per i bei momenti passati, quando hai trovato la ragazzina, la fidanzatina o di quando non hai avuto il coraggio di farti avanti e un'altro te la portata via.
Malinconia per quei batticuore, per quei capogiri, per quelle mani sudate, per gli appuntamenti, per qualche fregatura, l'aiuto delle amiche, le scuse inventate.
Malinconia per i giochi, gli scherzi, per tutte le scemate, le balordaggini fatte con i toui amici, per tutti i bei momenti passati in compagnia a divertirsi.
Malinconia per tutte quelle cose che avresti voluto fare e che invece non hai mai fatto.
Malinconia e rabbia perchè adesso è tardi, troppo tardi e il tempo se nè andato.
Malinconia e nostalgia per quelle parole che avresti voluto dire e che invece non hai mai detto; adesso pensi il coglione che sei stato, cosa hai perso a stare zitto povero somaro.
Malinconia e tristezza per quello che avresti potuto dare e che invece non hai mai dato; una mano, una carezza,un bacio, una buona parola, un'aiuto, ma non hai mai trovato il coraggio.
Malinconia e tristezza, nostalgia per un tempo andato, un tempo che non tornerà più.
Quello che è stato è stato, non rimuginare più.
Vivi bene il tempo che ti rimane e non pensare più.

da
http://www.dialettando.com/poesie/hitlist_new.lasso?regione=Piemonte

Un saluto a Cicabu...

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giovedì, 01 maggio 2008

1 maggio a Torino. I Centri sociali bruciano bandiere israeliane e americana
giovedì 01 maggio 2008
Contro la Fiera del Libro che ospiterà Israele
Al termine del corteo del primo maggio, a Torino in piazza San Carlo, manifestazioni di protesta alcuni giovani dei centri sociali del capoluogo piemontese e dell'associazione Free Palestine hanno bruciato due bandiere israeliane e una americana: obiettivo contestare la decisione di designare Israele come Paese ospite della Fiera del Libro 2008, la cui apertura ufficiale è prevista l'8 maggio prossimo.
Come scrive il sito web del Corriere della Sera: "...Dopo aver lanciato alcuni fumogeni, nel centro della piazza, quando le circa 30.000 persone che hanno partecipato alla manifestazione si erano quasi tutte allontanate, i giovani di Askatasuna e altri gruppi, hanno dato fuoco alle tre bandiere dopo averle inzuppate di benzina. "Un gesto forte lo sappiamo - ha detto un portavoce - ma noi pensiamo che ben più forti, più clamorose siano le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano. Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese".
L'Unione delle Comunità ebraiche italiane ha espresso una ferma condanna per quanto accaduto. "...E' un gesto di inciviltà che proprio nel momento in cui ci si appresta a celebrare la festa per i 60 anni di Israele a Torino, è inammissibile in uno stato democratico» ha detto Claudia De Benedetti commentando gli atti antisraeliani a Torino. «Ritengo - ha aggiunto De Benedetti - che questi atti non giovino al sereno svolgimento di una manifestazione che vedrà la presenza del presidente Napolitano a fianco di tanti amici di Israele. E sono preoccupata per un atto che testimonia un clima ostile e di ignoranza e pregiudizio. Una vera e propria censura culturale».
Corriere.it scrive poi che proprio per la sua annunciata partecipazione alla Fiera del Libro anche l'ex presidente della Camera Fausto Bertinotti, presente al corteo di Torino, è stato oggetto di una contestazione. Il fatto è accaduto prima che iniziasse la manifestazione in piazza Vittorio dove c'era il concentramento del corteo. Quando l'ex leader di Rifondazione è avvicinato agli striscioni e alle bandiere del Prc, un gruppo di giovani dei centri sociali, presumibilmente gli stessi che poi hanno bruciato le bandiere di Israele e degli Stati Uniti, lo ha praticamente fatto allontanare.
Bertinotti parteciperà ad uno degli incontri dedicati dalla Fiera del Libro alle «parole» della Costituzione: a lui spetta il dibattito sull'articolo 1 e sulla parola «lavoro».
www.agenziaradicale.com

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mercoledì, 30 aprile 2008

Vincenzo, è di poche ore fa la notizia dell’emanazione delle nuove linee guida della legge 40 che consentiranno la diagnosi preimpianto e daranno l’opportunità anche ai portatori di HIV di accedere alle tecniche di fecondazione assistita. E’ una nuova conquista che giunge proprio agli sgoccioli della precedente legislatura e che oggi è resa pubblica attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. E’ un importante risultato ottenuto anche attraverso la nonviolenza, la lotta quotidiana di tanti militanti, parlamentari, delle nostre continue manifestazioni, che hanno scavato, come goccia, la roccia dell’indifferenza. Grazie alle centinaia di persone che hanno partecipato all’azione nonviolenta e alle migliaia che hanno invitato attraverso un pubblico appello il Ministro Livia Turco al ripristino della legalità (l'elenco dei partecipanti allo sciopero della fame di dialogo con il Ministro Livia Turco e tutti i firmatari dell'appello per la emanazione delle linee guida, con i loro messaggi). E' ora il momento di difendere questa piccola, ma in certo senso grande conquista, accompagnata anche da pronunciamenti della magistratura favorevoli al superamento della vecchia impostazione, e rilanciare per far comprendere anche al nuovo Parlamento l’importanza di garantire il diritto alla salute per le donne e per le coppie sterili. Non sarà facile, ma è proprio per questo che ti chiediamo di darci una mano, come puoi. Prima di tutto con l’iscrizione all’associazione, poi partecipando alle nostre iniziative, fondando Cellule Coscioni in ogni parte d’Italia, coinvolgendo altre persone… insomma facendo quanto occorre e quanto puoi fare… per quello che abbiamo dimostrato di saper fare, e che vogliamo continuare a fare, contribuisci o iscriviti!

www.lucacoscioni.it/contributo

un caro saluto,

Marco Cappato - Rocco Berardo
segretario - tesoriere

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Son tornate a fiorire le rose

Foto e fiori di MrHeartbeat ;)))

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martedì, 29 aprile 2008

UNA GIORNATA UGGIOSA

BATTISTI-MOGOL

Sogno un cimitero di campagna e io là
all'ombra di un ciliegio in fiore senza età
per riposare un poco 2 o 300 anni
giusto per capir di più e placar gli affanni.

Sogno al mio risveglio di trovarti accanto
intatta con le stesse mutandine rosa
non più bandiera di un vivissimo tormento
ma solo l'ornamento di una bella sposa.

Ma che colore ha una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha una vita mal spesa?
Ma che colore ha una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha una vita mal spesa?

Sogno di abbracciare un amico vero
che non voglia vendicarsi su di me di un suo momento amaro
e gente giusta che rifiuti di esser preda
di facili entusiasmi e ideologie alla moda.

Ma che colore ha una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha una vita mal spesa?
Ma che colore ha una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha una vita mal spesa?

Ma che colore ha?
Ma che colore ha?
Ma che colore ha?

Sogno il mio paese infine dignitoso - Ma che colore ha?
e un fiume con i pesci vivi a un'ora dalla casa -
Ma che colore ha?
di non sognare la Nuovissima Zelanda - Ma che colore ha?
Per fuggire via da te Brianza velenosa -

Ma che colore ha? - Ma che colore ha?
una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha - Ma che sapore ha?
una vita mal spesa? Ma che colore ha?

Ma che colore ha? - Ma che colore ha?
una giornata uggiosa?
Ma che sapore ha - Ma che sapore ha?
una vita mal spesa? - Ma che colore ha?

Ma che colore ha? - Ma che colore ha?
Ma che sapore ha? - Ma che sapore ha?
- Ma che colore ha?
Ma che colore ha? - Ma che colore ha?
Ma che sapore ha? - Ma che sapore ha?

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giovedì, 24 aprile 2008

La Pro Recco continua a vincere e lo fa con merito, sconfiggendo il Savona nella finalissima di Coppa Italia Banca Popolare di Novara.
Lo Sporting Village di Novara si presenta vestito a festa per accogliere questa Final Four di Coppa Italia, organizzata come al solito in maniera impeccabile dalla Lega Nazionale Pallanuoto. Nella Pro Recco Porzio lascia fuori Giacoppo e inserisce Giorgetti nella formazione di base, mentre Mistrangelo schiera Nicolo' Morena al posto di Santamaria. Nella prima frazione la squadra savonese si porta per tre volte in vantaggio, ma la Pro Recco risponde sempre colpo su colpo. Segnano Whalan, Varellas e Onofrietti da una parte. Gli rispondono Goran Fiorentini, Angelini e Calcaterra dall'altra. Il primo vantaggio biancoceleste arriva dopo venti secondi del secondo tempo, grazie ad una deviazione sotto rete di Tamas Kasas. Il primo boato dagli spalti arriva un minuto dopo grazie a Felugo, che con un bellissimo pallonetto trafigge Gerini. Rizzo approfittando dell'espulsione di Giorgetti riporta i suoi a -1 e poco dopo realizza il rigore del 5-5. La partita e' avvincente ed equilibrata, Madaras concretizza una superiorita' ma Whalan fissa il parziale di meta' gara sul pareggio. La Pro Recco torna in acqua con piu' determinazione e tenta di distanziare il Savona. Vanno a rete Udovicic e Mangiante (su bel assist di Calcaterra), Aicardi accorcia e Calcaterra realizza di prepotenza il gol del +2. Kasas realizza un rigore e Perrone invece lo tira sulla traversa, cosi che la bomba di Angelini porta il vantaggio a quattro lunghezze ad otto minuti dal termine. Il destino dell'incontro sembra ormai segnato e la Pro Recco amministra agevolmente. Segna ancora Calcaterra, Varellas lo imita poco dopo e Tempesti compie un paio di interventi decisivi per evitare al Savona di tentare il miracolo. Finisce 12-8.
La Pro Recco si aggiudica cosi la quarta Coppa Italia della sua storia (la terza consecutiva) e si prepara ai play-off di campionato nel migliore dei modi. Si comincia mercoledi a Camogli alle 19.30 contro la Florentia per gara 1 dei quarti di finale.

Pro Recco - Del Monte Carisa Savona 12-8
3-3, 3-3, 5-1, 1-1
PRO RECCO: Tempesti, Giorgetti, Madaras 1, Mangiante 1, Kasas 2, Vujasinovic 1, Felugo 1, Angelini 1, Benedek, Calcaterra 3, Udovicic 1, Deserti, G. Fiorentini 1. All.: Porzio.
DEL MONTE CARISA SAVONA: Gerini, Varellas 1, D. Fiorentini, T. Morena, Pesenti, Rizzo 2 (1 rig), F. Mistrangelo 1, Perrone, Whalan 2, Onofrietti 1, Aicardi 1, N. Morena, Conti. All.: C. Mistrangelo.
Arbitri: Paoletti di Roma, Riccitelli di Roma. Delegato: Maggio.
Note. Uscito per tre falli: Mangiante (R) a 5.20 del quarto tempo. A 6.18 del terzo tempo Perrone (S) ha sbagliato un rigore (traversa)
Spettatori: 1200.

Eraldo Pizzo: il CAIMANO ha 70 anni ;)))

Dal sito della Pro Recco www.prorecco.it

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 Eraldo Pizzo (Genova, 21 aprile 1938) è un ex pallanuotista italiano, noto con il nomignolo de Il caimano.
Medaglia d'oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960 è considerato il Pelè della pallanuoto, uno fra i più grandi giocatori di tutti i tempi in questa disciplina. Partecipò anche ai Giochi nel 1964, 1968 e 1972 ed ai campionati Europei del 1958, 1966 e 1970.
Nel campionato italiano di serie A ha giocato oltre 450 partite vincendo 11 scudetti ed una Coppa dei Campioni con la Pro Recco.
Nella sua carriera ha segnato più di 1200 reti in partite ufficiali.
Ritiratosi nel 1982 a ben 42 anni, dopo aver portato anche la Rari Nantes Bogliasco a vincere il suo primo e unico scudetto nel 1981, divenne il presidente della Pro Recco, per i tre anni successivi.
Nel Dicembre 2005 ha portato per un tratto del centro storico di Genova, la fiamma olimpica delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006.
Ad oggi, è direttore sportivo della Pro Recco.
Una curiosità-paradosso: ha imparato a nuotare a 14 anni. 

da www.wikipedia.it

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Se avessi tempo

scriverei di più

di più su di me

e di quello che sogno

se avessi tempo

scriverei di più

di più su di me

e di quello che sogno

scriverei di più

se il rumore del mare

che sento arrivare

da quella finestra

non portasse via

tutti miei pensieri

Premio D eci e lode

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